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La Banca aggiorna (novità economiche e normative)

Banca Marche propone una serie di notizie riguardanti le più interessanti novità del quadro fiscale, normativo ed economico.

Tutto ciò che cambia intorno a noi e che è necessario conoscere.
  • PSD
    La Direttiva sui Servizi di Pagamento, principali novità.
  • Sepa
    L'Area Unica dei Pagamenti in Euro, principali novità.
  • Le nuove regole europee sulla gestione delle crisi (BRRD - Bank Recovery and Resolution Directive) bancarie
    Con i decreti legislativi n. 180 e 181 del  16 novembre 2015 è stata recepita nell’ordinamento italiano una nuova normativa europea (Direttiva 2014/59/UE, c.d. Bank Recovery and Resolution Directive, “BRRD”) che regolamenta la gestione delle crisi bancarie.
  • DECRETO LEGGE 3 maggio 2016, n. 59 focus su Capo II – artt. 8-9 «Misure in favore degli investitori in banche in liquidazione»
    Il Decreto,contiene disposizioni d’urgenza in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione, prevedendo, nellospecifico, rimborsi ai clienti delle GoodBanks che hanno investito in obbligazioni subordinate emesse dalle stesse.
  • Verbale di intesa tra le Good Banks e Associazioni dei Consumatori
    In data 12 maggio 2016 è stato siglato un verbale di intesa tra Nuova Banca delle Marche Spa, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio Spa, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti Spa, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara Spa e Associazioni dei Consumatori sottoscrittrici per la costituzione di uno strumento, procedure e documentazioni volti a rendere più facilmente accessibile sia il ricorso al Fondo sia il ricorso all’Arbitrato previsti dal D.L. approvato dal CDM il 29 Aprile 2016 pubblicato in G.U. n.102 del 3-5-2016 e sua conversione in Legge.
  • Normative FATCA e CRS
    Informazioni relative alla normativa FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) emanata dal Governo USA per contrastare l'evasione fiscale da parte di soggetti statunitensi che operano all'estero, e alla normativa CRS (Common Reporting Standard) lo standard OCSE per lo scambio automatico di informazioni tra Paesi nell’ambito delle iniziative internazionali di cooperazione nella lotta all'evasione fiscale.
  • Iban e Bic
    Le coordinate bancarie per eseguire i pagamenti.
  • Sconfinamenti bancari
    Nuovi termini per la segnalazione degli sconfinamenti bancari.
  • Assegni circolari
    Banca Marche è autorizzata da Banca d'Italia all'emissione di assegni circolari.
  • Centrale Allarme Interbancaria
    Il sistema di monitoraggio del corretto utilizzo dei principali strumenti di pagamento assegni e carte di pagamento.
  • Elenco posizioni da dismettere
    Elenco delle posizioni che sono state classificate da Banca Marche come "Posizioni in sofferenza da dismettere".
La PSD (Payment Service Directive) - Direttiva sui Servizi di Pagamento è stata recepita dall’ordinamento giuridico italiano con decorrenza 1 marzo 2010.

La Direttiva intende unificare il mercato europeo dei servizi di incasso e di pagamento e garantire a tutti i cittadini europei un sistema più efficiente, con regole uniformi e più trasparenti.
La PSD contiene importanti novità riguardo i tempi di esecuzione e le valute applicate ai servizi di pagamento offerti dalle banche. Introduce inoltre regole uniformi con l’obiettivo di favorire una maggiore trasparenza delle condizioni contrattuali e degli obblighi informativi da assolvere nei confronti della clientela lungo tutto lo svolgimento del rapporto.
Per banche, imprese e consumatori la Direttiva rappresenta un grande cambiamento di regole e procedure che pone la base giuridica indispensabile per completare la realizzazione dell'Area Unica dei Pagamenti in Euro e l'offerta di servizi ad essa correlati.

La nuova regolamentazione comunitaria riguarda in particolare:
  • i bonifici;
  • gli strumenti di incasso e pagamento;
  • i pagamenti con carte di debito e prepagate.

Con l’approvazione della PSD sono entrate in vigore le seguenti principali novità:
  • l’IBAN ha sostituito definitivamente le tradizionali coordinate bancarie (ABI, CAB e Numero conto) e deve essere obbligatoriamente indicato per l’invio delle disposizioni di bonifico. In mancanza del codice IBAN del beneficiario, non è più possibile per la Banca eseguire i pagamenti richiesti;
  • sono stati ridotti i “tempi di esecuzione” dei pagamenti, ossia i tempi entro i quali la banca, dopo aver ricevuto l’ordine di pagamento, si impegna a mettere i fondi a disposizione della Banca del beneficiario;
  • non è più possibile per la clientela disporre bonifici a favore del beneficiario con “valuta antergata” (anticipata)  rispetto alla data di esecuzione della disposizione;
  • fermi restando i tempi di esecuzione, resta salva la possibilità per la clientela di disporre in filiale “pagamenti urgenti” verso altre Banche con regolamento immediato, dietro pagamento delle commissioni previste;
  • per i bonifici in arrivo, le somme sono messe a disposizione della clientela non appena pervengono alla banca;
  • più tempo per contestare eventuali addebiti errati e procedure di rimborso semplificate;
  • informazioni più chiare e complete, sia prima della firma del contratto che in tutte le successive comunicazioni periodiche.

Per le Imprese viene modificata l'operatività riguardante gli incassi commerciali:

Pagamento delle Ri.Ba.
  • non è più possibile pagare Ri.Ba. dopo la data scadenza;
  • per tale motivo, è necessario recapitare gli avvisi di pagamento cartacei in Filiale il prima possibile, e comunque entro la data di scadenza;
  • gli utenti Home Banking devono inviare le disposizioni di pagamento entro le ore 15,30 del giorno lavorativo di scadenza;
  • la valuta di addebito delle Ri.Ba. non può più essere successiva alla data di scadenza.
Pagamento dei RID  (riferimenti superati dall'introduzione degli addebiti SDD)
  • non è più possibile pagare Rid dopo la data di scadenza;
  • la valuta di addebito del RID è sempre pari alla scadenza stessa;
  • il debitore ha diritto alla “revoca” all’addebito autorizzato sino al giorno antecedente la data di scadenza, e , sussistendo determinati requisiti, al “rimborso” sino a 8 settimane successive alla data di scadenza delle disposizioni se l’importo non è corretto. Sono previste deroghe al diritto di revoca e al diritto di rimborso per la clientela debitrice rientrante nei segmenti imprese e microimprese (*);
  • è stata introdotta la possibilità di concordare l’esecuzione di operazioni con “importo prefissato”, ferme restando le clausole limitative e facoltative già previste (importo massimo, numero massimo disposizioni, data primo pagamento, data ultimo pagamento);
  • il debitore ha il diritto, in alcuni casi, ad ottenere il rimborso di operazioni di pagamento non autorizzate entro 13 mesi dalla data dell’addebito; sono previste deroghe per la clientela imprese, che Banca Marche ha fissato in 60 giorni dal ricevimento dell’e/c.
Presentazioni di Ri.Ba.
  • non è più possibile richiedere l’accredito con raggruppamento in una unica valuta media delle scadenze di un determinato periodo (mese, decade). Pertanto le Riba possono essere accreditate o raggruppando gli effetti con la stessa scadenza, o singolarmente;
  • l’accredito è effettuato distinguendo le Ri.Ba. domiciliate su Banca Marche, il cui accredito avviene con valuta pari alla data di scadenza, e le Ri.Ba. domiciliate su altre Banche, per le quali l’accredito avviene con valuta pari al giorno lavorativo successivo alla data scadenza;
  • in considerazione della riduzione dei termini di pagamento, anche i tempi di ritorno degli insoluti risultano sensibilmente abbreviati.
Presentazioni di RID  (riferimenti superati dall'introduzione degli addebiti SDD)
  • non è più possibile richiedere l’incasso di disposizioni RID “scadute”;
  • non è più possibile richiedere l’accredito con raggruppamento in una unica valuta media delle scadenze di un determinato periodo (mese, decade); pertanto i Rid possono essere accreditati raggruppando le disposizioni con la stessa scadenza o singolarmente;
  • l’accredito viene effettuato con valuta pari alla data di scadenza sia per i RID domiciliati su Banca Marche che per i RID domiciliati su altre Banche;
  • nel nuovo RID Ordinario sono confluiti i RID Utenze e RID Commerciale.
(*) Microimprese: operatori che hanno meno di 10 addetti e un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro all’anno.
Video Sepa

Il 1° gennaio 2008 è nata SEPA, la Single Euro Payments Area ovvero l'Area Unica dei Pagamenti in Euro, costituita dai 27 paesi dell'Unione Europea più Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Principato di Monaco .

La SEPA è l'area unica in cui poter effettuare e ricevere pagamenti in euro, sia all'interno dei confini nazionali che fra i paesi che ne fanno parte, utilizzando un unico conto bancario ed un'unica carta, indipendentemente dal paese europeo in cui ci si trovi. La SEPA consente ai cittadini, imprese ed enti di ricevere ed eseguire pagamenti con condizioni di base, diritti ed obblighi omogenei tra i vari paesi.

Per consentire questo è stato necessario adottare un nuovo insieme di regole e standard, condivisi dalle comunità bancarie dei paesi della SEPA, che riguardano i principali servizi di pagamento ed incasso elettronici diversi dal contante: bonifici, addebiti preautorizzati e carte di pagamento.

Dopo l'adozione dell'euro quale moneta unica nel 2002, la creazione di SEPA rappresenta per i cittadini e le imprese un ulteriore e decisivo passo verso la creazione di un effettivo mercato unico europeo.
Con i decreti legislativi n. 180 e 181 del  16 novembre 2015 è stata recepita nell'ordinamento italiano una nuova normativa europea (Direttiva 2014/59/UE, c.d. Bank Recovery and Resolution Directive, "BRRD") che regolamenta la gestione delle crisi bancarie. Tale normativa individua i poteri e gli strumenti che le Autorità di Risoluzione (in Italia la Banca d'Italia) possono adottare per gestire in maniera ordinata la situazione di dissesto di una banca evitando interruzioni nella prestazione dei servizi essenziali offerti (ad esempio i depositi e i servizi di pagamento) e favorendo il ripristino di condizioni di sostenibilità economica della parte sana della banca.
Fra le misure di risoluzione che la Banca d'Italia può adottare in caso di crisi di un intermediario, vi è  il  bail-in  (letteralmente "salvataggio interno").
Si tratta di uno strumento attraverso il quale la Banca d'Italia può disporre, se necessario, la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti della banca posta in risoluzione o la conversione di questi ultimi in azioni, con la finalità di assorbire le perdite dell'Istituto, al fine di ripristinarne un'adeguata capitalizzazione ed evitare la liquidazione coatta amministrativa.
Il bail-in si applica seguendo una ben precisa gerarchia la cui logica prevede che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostenga prima degli altri le eventuali perdite o la conversione in azioni. Solamente dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa, si potrà passare alla categoria successiva (meno rischiosa della precedente).
Secondo l'ordine di priorità stabilito dal DLGS n. 180/2015, saranno quindi interessate dal bail-in le azioni e gli altri strumenti di capitale; i titoli subordinati; le obbligazioni emesse dalla banca in risoluzione e le altre passività ammissibili e per ultimi i depositi superiori a 100.000 euro di persone fisiche e PMI (conti correnti, certificati di deposito e buoni di risparmio nominativi, depositi a risparmio nominativi liberi e vincolati).
Sono sempre esclusi dalle perdite i depositi fino a 100.000 euro e le altre passività indicate dalla normativa (passività garantite, come i covered bond, debiti verso il fisco, enti previdenziali, fornitori...).
Le disposizioni sul Bail In entrano in vigore dal 1 Gennaio 2016 e sono applicabili anche agli strumenti di capitale e alle passività già emessi e in essere a tale data.
Per maggiori informazioni sono disponibili i seguenti documenti:
Il Decreto,contiene disposizioni d’urgenza in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione, prevedendo, nellospecifico, rimborsi ai clienti delle GoodBanks che hanno investito in obbligazioni subordinate emesse dalle stesse.
In data 12 maggio 2016 è stato siglato un verbale di intesa tra Nuova Banca delle Marche Spa, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio Spa, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti Spa, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara Spa e Associazioni dei Consumatori sottoscrittrici per la costituzione di uno strumento, procedure e documentazioni volti a rendere più facilmente accessibile sia il ricorso al Fondo sia il ricorso all’Arbitrato previsti dal D.L. approvato dal CDM il 29 Aprile 2016 pubblicato in G.U. n.102 del 3-5-2016 e sua conversione in Legge.
AVVISI NORMATIVI AD USO DELLA CLIENTELA

Normativa FATCA

Che cos'è FATCA:

La Normativa FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) è stata emanata dal Governo USA allo scopo di contrastare, con la collaborazione degli intermediari finanziari esteri, l'evasione fiscale da parte di soggetti statunitensi che operano all'estero.

Molti Paesi, fra cui l'Italia, nel corso del 2012 si sono attivati per sottoscrivere un Accordo Intergovernativo (Inter Governmental Agreement - IGA) con gli USA allo scopo di recepire FATCA nella normativa domestica, semplificandone l'applicazione. Nel caso dell'Italia, a conclusione del negoziato con gli Stati Uniti, il 10 gennaio 2014 il MEF (Ministero Economia e Finanze) e l'Ambasciatore degli USA in Italia hanno firmato l'accordo intergovernativo per l'attuazione della normativa nel nostro Paese.

Cosa devono fare la banca e la clientela:

La banca ha l’obbligo di:
  • identificare correttamente e in modo completo tutti i clienti che, dal 1^ luglio 2014, hanno aperto o apriranno rapporti continuativi rilevanti ai fini FATCA (rapporti che rappresentano attività per il cliente, ad es. conti correnti, depositi a risparmio, dossier titoli ecc.), al fine di verificare l’eventuale residenza fiscale statunitense. La Banca svolge tale attività anche per conto delle società per le quali colloca prodotti (es.: fondi comuni di investimento e polizze assicurative)
Per consentire ciò, la clientela deve:
  • compilare il Questionario FATCA, all’atto dell’apertura del 1^ rapporto continuativo che interviene dal 1^ Luglio 2014 e, successivamente, ogni qual volta vengano intercettati dall’anagrafe generale della Banca dei “cambi di circostanza” a carico del cliente (es. modifica di residenza anagrafica e di cittadinanza, inserimento di numeri di telefono esteri o di indirizzi di corrispondenza o di recapito esteri ecc.);
La banca deve, inoltre:
  • individuare eventuali soggetti statunitensi all'interno della clientela acquisita precedentemente al 1^ luglio 2014 (clienti preesistenti - persone fisiche e persone giuridiche), sulla base di uno specifico insieme di indizi riscontrati nei propri archivi elettronici (es. residenza anagrafica, cittadinanza, indirizzi di corrispondenza ecc.), e avviare periodicamente una verifica sulle informazioni a disposizione (Due Diligence) al fine di confutare o confermare lo status statunitense (US Person);
  • individuare tra tutti i propri clienti - persone fisiche, i soggetti aventi un patrimonio uguale o superiore a 1.000.000,00 $ (High Value Account - clienti con conti di importo rilevante), e avviare periodicamente sugli stessi una verifica rafforzata sulle informazioni a disposizione. La verifica è a carico del Responsabile Cliente che gestisce la relazione con il cliente.
  • inviare con cadenza annuale all'Agenzia delle Entrate, un flusso di segnalazione contenente dati anagrafici e patrimoniali dei propri clienti statunitensi che hanno sottoscritto un Questionario FATCA.
Normativa CRS

Che cos'è CRS:

Nell'ambito delle iniziative internazionali di cooperazione nella lotta all'evasione fiscale, l'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha predisposto uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni tra Paesi, sul modello introdotto dagli accordi intergovernativi stipulati da diversi paesi con gli Stati Uniti al fine dell'implementazione della normativa statunitense FATCA.

Lo standard OCSE, definito Common Reporting Standard (CRS), prevede, al pari di FATCA, lo scambio automatico annuale tra Autorità Fiscali di informazioni fornite dalle Istituzioni Finanziarie di ciascun paese.

Cosa devono fare la banca e la clientela:

La banca ha l’obbligo di
  • Identificare correttamente tutti i clienti persone fisiche e soggetti diversi dalle persone fisiche (entità) che, dal 1^ gennaio 2016, aprono rapporti continuativi rilevanti ai fini CRS (i medesimi rapporti rilevanti ai fini FATCA, che rappresentano attività per il cliente, ad es. conti correnti, depositi a risparmio, dossier titoli ecc.), con l’obiettivo di identificare i soggetti fiscalmente residenti all’estero. La Banca svolge tale attività anche per conto delle società per le quali colloca prodotti (es.: fondi comuni di investimento e polizze assicurative)
Per consentire  ciò, la clientela deve:
  • compilare il Questionario CRS, all’atto dell’apertura di ogni rapporto continuativo a partire dal 1^ gennaio 2016;
La banca deve, inoltre:
  • Attivare specifiche attività di verifica (due diligence) in relazione ai clienti preesistenti alla data del 31 dicembre 2015, al fine di individuare eventuali soggetti fiscalmente residenti all’estero in base:
    • ad uno specifico insieme di indizi ricercabili all'interno dei propri archivi elettronici al fine di confutare o confermare lo status di cliente fiscalmente residente all’estero (Lower Value Account - clienti con conti di importo non rilevante  minore di 1.000.000,00 $). Su quelli che hanno, tra le informazioni anagrafiche, eventuali indizi che possono far presumere una residenza fiscale estera (es. indirizzo di residenza estero, indirizzo di corrispondenza o di recapito estero, presenza di numeri di telefono esteri) deve essere avviata una fase di contatto del cliente affinché questo possa confermare o confutare la rilevazione dell’indizio e dichiarare la propria residenza fiscale estera;
    • ad una verifica rafforzata sulle informazioni a disposizione, in carico ai Responsabili cliente che intrattengono la relazione con il cliente per i soggetti aventi un patrimonio uguale o superiore a 1.000.000,00 $ (High Value Account), che aggiunge alla ricerca degli indizi sugli archivi informatici:
      • una ricerca degli indizi nei dossier cartacei relativi al cliente
      • un’attestazione da parte del responsabile della relazione nella quale il responsabile del rapporto certifica eventuali elementi che possano far presumere lo status di cliente fiscalmente residente all’estero, sulla base della propria conoscenza.
Anche in tal caso, a seguito della rilevazione di indizi, sarà avviata una fase di contatto del cliente affinché lo stesso possa confermare o confutare la rilevazione dell’indizio e dichiarare la propria residenza fiscale estera.

La Banca deve, inoltre, a partire dal 2017:
  • inviare con cadenza annuale all'Agenzia delle Entrate, un flusso di segnalazione contenente dati anagrafici e patrimoniali dei propri clienti fiscalmente residenti all’estero, in base a regole, contenuti e formato che saranno disposti tempo per tempo dall'autorità fiscale italiana.
Per poter eseguire un bonifico nazionale o internazionale, occorre conoscere con precisione i dati delle coordinate bancarie del beneficiario ed in particolare:
  • il codice IBAN (International Bank Account Number - codifica internazionale che identifica ciascun conto bancario) utilizzato per i pagamenti domestici e per quelli internazionali (vedi lista Paesi aderenti alla convenzione IBAN);
  • il BIC (Bank Identifier Code - codice per identificare la Banca del beneficiario) utilizzato per i pagamenti internazionali e per i pagamenti SEPA.
Per i Paesi non aderenti alla convenzione IBAN è necessario indicare la coordinata bancaria completa fornita dal beneficiario ed il codice BIC della banca.

Per le operazioni di pagamento domestiche l'IBAN ha sostituito le tradizionali coordinate bancarie (ABI, CAB e conto) e deve essere obbligatoriamente indicato per l'invio delle disposizioni di bonifico. In mancanza dell'IBAN non è possibile per la Banca eseguire i pagamenti richiesti.

I Codici IBAN dei conti Banca Marche sono indicati nell'estratto conto inviato periodicamente.

E' possibile richiedere a Banca Marche l'aggiornamento delle coordinate bancarie dei beneficiari dei propri pagamenti (servizio di Allineamento Elettronico dei codici IBAN) sottoscrivendo specifica adesione tramite il servizio di internet banking.

Alle pagine verifica IBAN e verifica BIC  si illustra nel dettaglio il significato di IBAN e BIC e viene data la possibilità di verificarne online la correttezza prima di eseguire un pagamento.

Nuovi termini per la segnalazione degli sconfinamenti bancari:

Banca Marche ha aderito al Protocollo d'Intesa "Comunicazione alle imprese sull'entrata in vigore dei nuovi termini per la segnalazione degli sconfinamenti bancari" promosso dall'ABI e dalle principali rappresentazione delle imprese al fine di attenuare gli impatti per le imprese a seguito della riduzione dei termini di segnalazione degli sconfinamenti, a decorrere dal 01/01/2012, da 180 giorni a 90 giorni.

Nello specifico, Banca Marche si è impegnata a:
  • esaminare tempestivamente, su richiesta delle imprese clienti (associate alle rappresentanze sottoscrittrici del Protocollo), le posizioni delle imprese clienti valutando le effettive necessità finanziarie delle imprese;
  • valutare insieme all'impresa eventuali soluzioni personalizzate per il rientro dagli sconfinamenti, anche ricorrendo a forme tecniche di finanziamento sostitutive, ferma restando la piena autonomia della Banca nella valutazione del merito creditizio dell'impresa.
La Banca Marche S.p.A. è stata autorizzata con provvedimento della Banca d'Italia del 19 ottobre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 12 novembre 2004, all'emissione di assegni circolari.

L'assegno circolare può essere richiesto:
  • presso ogni sportello della Banca;
  • direttamente da casa o dalla sede dell'azienda per i titolari del servizio di home banking;
  • attraverso l'invio di floppy disk.

Sono disponibili, inoltre, le funzionalità di emissione di assegni circolari di massa (per grandi quantità di pagamenti) con ritiro presso la Filiale o con invio automatico al beneficiario del pagamento con lettera di accompagno inviata anche a mezzo di raccomandata a.r.

La Centrale d'Allarme Interbancaria è il sistema attraverso il quale viene monitorato il corretto utilizzo dei principali strumenti di pagamento assegni e carte di pagamento, mediante la rilevazione di informazioni relative alle revoche dell'autorizzazione ad emettere assegni, al cattivo utilizzo di carte di pagamento ed al blocco di assegni o carte di pagamento revocate, denunciate sottratte o smarrite.

L'Archivio CAI al fine di gestire al meglio le informazioni di cui sopra, è suddivisa nei seguenti segmenti:

  • CAPRI (Centrale Allarme Procedure Impagati);
  • PASS (Procedure Assegni Sottratti e Smarriti);
  • PROCAR (Procedure Carte Sottratte e Smarrite),
  • CARTER (Carte Revocate);
  • ASA (Archivio Sanzioni Amministrative),
  • ASP (Archivio Sanzioni Penali).
Elenco delle posizioni che sono state classificate da Banca Marche come "Posizioni in sofferenza da dismettere".