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Nonostante
l'abbazia di Santa Maria di Sitria sia oggi in territorio umbro,
non può essere esclusa da questa trattazione per i forti
legami esistenti con il vicinissimo eremo di Fonte Avellana ed
il monastero di Sant'Emiliano di Congiuntoli. Essa fu fondata
agli inizi dell'XI secolo da San Romualdo, il quale vi rimase
per sette anni conducendo vita penitente recluso in una cella.
Sicuramente era in possesso di numerose proprietà distribuite
nel territorio di Cagli, di Nocera e di Gubbio, considerando le
cospicue somme versate dall'abate per il pagamento delle decime
durante il secolo XIII: ma già alla fine del secolo XIV
era in decadenza. Nel 1836 tutti i suoi beni vennero ceduti al
monastero di Fonte Avellana. La chiesa, rimaneggiata in più
restauri nel XVI secolo, si fa risalire all'XI secolo ed ha una
struttura in stile romanico-gotico, con pianta a croce latina
a navata unica. Nella cripta si conserva una cella denominata
"la prigione di San Romualdo". Al momento si stanno concludendo
gli ultimi lavori di restauro in occasione del Giubileo del 2000.
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