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L'abbazia
sorse prima del 1000, vicinissima a Suasa, città romana
distrutta nel 409 da Alarico, e che fornì probabilmente
materiale per la costruzione. Attorno all'abbazia e grazie al
suo impulso sorse il paese, che ancora oggi conserva l'impianto
urbanistico originario ed un castello. La chiesa, distrutta da
un incendio, venne ricostruita nel 1140, come indicato in un'epigrafe.
Solo nel 1936 si iniziarono i lavori per il ripristino della struttura
originaria, ampiamente rimaneggiata nel XVIII secolo dal cardinale
commendatario Alessandro Albani. L'interno è a tre navate
terminanti con tre absidi, di cui la centrale, a pianta quadrata,
è da attribuirsi al rifacimento settecentesco. La copertura
è a capriate. Singolarità non spiegata è
la presenza di quattro pilastri nella navata centrale su cui non
poggia nulla e che sono forse da attribuirsi ad un tentativo di
rifacimento. L'esterno, modificato nel settecento, conserva di
originale solo un portale laterale gotico ed un loggiato lungo
il fianco. La chiesa é oggi chiusa al culto a seguito dei
danni causati dal terremoto del 1997.
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