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L'antico
complesso abbaziale sorgeva in una zona nelle vicinanze del centro
abitato, area in cui oggi si situa il Cimitero della città
di Pesaro. La fondazione di tale abbazia si fa risalire addirittura
al VI secolo, ma le prime notizie documentate sono del XII secolo,
quando essa viene menzionata per la prima volta in una bolla di
Eugenio III. Nel 1185 i monaci camaldolesi di S. Apollinare in
Classe ricevettero in affidamento il monastero: nel 1331 esso
fu dato in commenda per motivi di esigutà numerica, essendo
abitato dall'abate e da un solo monaco. Dell'antica chiesa, oggi
chiesa del Cimitero comunale, si hanno notizie inerenti le diverse
fasi di restaurazione culminanti con la ricostruzione totale avvenuta
nel 1787 su disegno dell'architetto pesarese Gian Andrea Lazzarini,
il quale, pur mantenendone le caratteristiche planimetriche, eliminò
ogni traccia della struttura originaria. La cripta, nonostante
i continui rimaneggiamenti, conserva la primitiva dislocazione
ed è ripartita da otto colonne in marmo grigio ed un pilastro
in marmo rosso di Verona disposti su tre file e risalenti all'antica
costruzione. Di notevole pregio è il sarcofago ravennate
presente nel presbiterio, finemente decorato e risalente al VII
secolo.
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