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L'abbazia
sorgeva lungo la strada tra Urbania a Fermignano, alla sinistra
del fiume Metauro: la prima notizia documentata fa riferimento
ad una bolla di Urbano III risalente al 1185, in cui si decreta
il passaggio dell'abbazia sotto la protezione apostolica. All'epoca
i suoi possedimenti si contavano in cinque castelli, due pievi
e ventidue chiese. Nel 1258 i monaci furono costretti ad abbandonare
il monastero che fu concesso per disposizione pontificia ad una
comunità di Damianite, espulse dal Montefeltro da tiranni
locali. Oggi purtroppo dell'antico complesso monastico resta la
sola cripta, opportunamente coperta da una tettoia poggiante sui
ruderi della vecchia chiesa, demolita circa trent'anni fa. Vi
si accede tramite una scalinata che conduce ad un vano rettangolare
con volta a crociera, alla destra del quale si apre un ambiente
con al centro un pilastro da cui si dipartono costoloni che profilano
le crociere ed una bellissima colonna sorreggente una volta a
ventaglio.
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