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Presso
la frazione Massa alle pendici del monte Nerone, sorgeva l'abbazia
di San Pietro di Massa, della quale oggi resta solo la chiesa.
La sua fondazione si fa risalire al secolo IX anche se le prime
notizie documentate sono del 1115. L'abbazia esercitò un'
enorme influenza nell'organizzazione sociale ed economica di una
vasta area geografica ed era in possesso di numerose chiese e
castelli nei territori di Cagli, Gubbio, Città di Castello
e Senigallia. Ebbe più volte a scontrarsi con il vicino
comune di Cagli e nel 1278 venne completamente distrutta dai ghibellini
locali. Nel 1288 S. Albertino, priore di Fonte Avellana, fu inviato
da Niccolò IV per cercare di placare gli animi e di riportare
alla normalità la scottante situazione; ma nel 1313 l'abbazia
venne saccheggiata di nuovo dai cagliesi e nel 1514, dopo un lungo
periodo di lotte politiche, fu unita alla mensa vescovile di Cagli.
La chiesa conserva ben poco della struttura originaria a causa
dei numerosi restauri avvenuti nel corso dei secoli: si possono
comunque rintracciare elementi sulla facciata a capanna, su parte
del campanile e sul fianco sinistro, dove nel muro di cortina
è incassato un architrave con disegno a volute.
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