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Situata
in un ambiente naturale di alta suggestione, l'abbazia si raggiunge
percorrendo la Valle dei Grilli fino ad incontrare le Grotte di
Sant'Eustachio, rifugi naturali usati come provvisoria dimora
( da cui il nome) dagli antichi tagliapietre. Il luogo, così
selvaggio e isolato, fu abitato da eremiti fin dall'XI secolo.
Risalgono alla fine del 1000 notizie riguardanti una donazione
all'abate di San Michele in Dome, nome originario. Nel XII secolo
risulta essersi unita all'abbazia di San Lorenzo in Doliolo, conservando
sempre però una certa autonomia. Dopo un periodo di sviluppo
si provvide ad un rifacimento delle strutture della chiesa che,
quindi, nelle forme attuali, risalgono al XIII secolo. Nel 1305
I'abbazia risulta già abbandonata. I monaci si rifugiarono
prima nella loro chiesa di san Nicolò a San Severino e
poi a san Lorenzo in Doliolo. Nel 1860 il monastero venne restaurato
per ordine dell'abate di San Lorenzo in Doliolo: oggi purtroppo
rimane solo la piccola chiesa. L'interno dell'edificio è
formato da due ambienti, uno con volta a crociera e I'altro naturale,
ricavato nella roccia . La parete di sinistra presenta all'esterno
in alto un rosone e, sotto di esso, due finestre lunghe strombate;
la facciata presenta un piccolo atrio e un ingresso con portale
in travertino, decorato con motivi geometrici e naturalistici.
Accanto alla chiesa una grande grotta termina in un'ampia sala
naturale. Oggi la struttura e l'ambiente circostante risulta essere
in continuo degrado, deturpato da graffiti e da scritte su roccia
realizzate da improbabili visitatori.
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