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Secondo
la tradizione l'abbazia fu eretta sulle rovine di un antico tempio
pagano dedicato alla dea Feronia. Il nome "doliolo" deriverebbe
dalla parola latina Dolium (botte) e trarrebbe origine dall'antica
usanza di offrire nei giorni di festa ai fedeli più poveri
cibo e bevende, queste ultime contenute in piccole botti. La cripta
è l'elemento piu antico: una parte di essa è stata
costruita tra il VI e I'VIII secolo e venne ampliata presumibilmente
intorno al X secolo. La chiesa superiore, dell'XI secolo, fu costruita
per dare piu spazio ai monaci; è a tre navate, con presbiterio
sopraelevato ed un sistema di archi misto (tutto sesto e sesto
acuto). Molto interessanti gli affreschi della cripta e della
sagrestia attribuibili a Lorenzo Salimbeni, anche se purtroppo
si presentano in modo estremamente frammentato: quelli ubicati
nella cripta trattano della storia di sant'Andrea e sono caratterizzati
da vivaci notazioni popolaresche. La sagrestia (XIII secolo) era
il refettorio del monastero ed era completamente affrescata con
scene della vita di sant'Eustachio. Alla semplice facciata è
addossato, in posizione anomala, il campanile la cui parte inferiore,
del XIII secolo, è in pietra bianca squadrata con cunei
in marmo, mentre la superiore, del XIV secolo, è in mattoni,
con quattro bifore e decorata da archetti trilobati sulla sommità.
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