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La
sua storia è legata al monastero di S. Ippolito e S. Giovanni
in Silva (760), dipendenza dell'abbazia di Farfa. Nel secolo X
l'abate Pietro della suddetta abbazia vi trovò rifugio
e per maggior sicurezza costruì un castello sul monte Matenano,
dove il 20 giugno 934 l'abate Ratfredo fece trasferire il corpo
di S.Vittoria dalla Sabina, dedicando a lei una basilica-santuario
con monastero per 10-12 monaci e costituendolo sede vicaria dell'abbazia
di Farfa. Dal secolo XI, con la riforma di Ugo I, fu annoverata
tra i priorati, o monasteri manuali di Farfa, punto di riferimento
per iniziative sociali, religiose ed artistiche. Nel 1771 il bel
complesso, danneggiato da frequenti piogge e terremoti, fu in
gran parte demolito. Oggi a testimonianza dell'antica costruzione
rimane in vetta al colle Matenano il Cappellone degli Innocenti
(costruzione gotica del 1368), affrescato dal monaco-pittore fra
Marino Angeli da S.Vittoria nella seconda metà del secolo
XIV ed i cui lavori di restauro sono in fase di ultimazione. L'Urna
di Santa Vittoria, alcune tele ed oggetti d'arte lasciati dai
farfensi, sono visibili nella collegiata di S. Vittoria.
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