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Il
monastero benedettino fu edificato in una radura nei pressi della
foce del Chienti, presumibilmente alla fine del IX secolo, sul
luogo in cui preesisteva un eremo dedicato a San Salvatore. Dopo
un periodo di grandezza, nel XII secolo iniziò la crisi
che culminò nel 1285 con l'abbandono definitivo dell'abbazia
da parte dei monaci che si trasferirono nella abbazia di Chiaravalle
di Fiastra. Il complesso monastico perse poco a poco la sua struttura
originaria e neppure un restauro commissionato nel 1749 dal vescovo
di Fermo riuscì a riportarlo alle forme originali. Oggi
l'edificio, ridotto quasi a rudere, è di proprietà
privata ed è parzialmente adibito a casa colonica e stalla.
Si possono, però, ancora scorgere tracce dell'antico impianto
basilicale a tre navate terminanti ognuna con un'abside semicircolare.
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