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_AMANDOLA, Abbadia - SS. Vincenzo e Anastasio

Terza in ordine di altezza fra le abbazie delle Marche (774 m.), si trova 6 km. ad ovest di Amandola. La prima notizia documentabile è rintracciabile in un atto di donazione del Vescovo di Fermo all'abbazia di S. Anastasio (1044). Quel che resta fa parte della chiesa gotica iniziata a costruire nel 1295, con annesso monastero per cinque monaci. La chiesa era a navata unica, con volta a botte e coro sopraelevato con otto cappelle. Quando, alla fine del '400, i monaci abbandonarono l'abbazia, cominciò ad essere usato per le funzioni il solo presbiterio e nel tempo la struttura originaria subì fondamentali variazioni. Nel 1801 fu aperto l'ingresso nella parete absidale determinando così un capovolgimento delle funzionalità interne. Sul campanile è situata una campana fusa nel 1731 da Diego De Santis da Camerino. Semplice la cripta a due navate per la quale solo recentemente è stato realizzato un progetto di restauro, mentre l'antico monastero è ora usato come casa di accoglienza o colonia estiva. La statua lignea del Christus triumphans, risalente agli inizi del sec. XIV, fu rinvenuta in un arcosolio della cripta nel 1937; essa è esposta nella chiesa parrocchiale di S. Francesco, ad Amandola.

 

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