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L'abbazia
fu fondata dai monaci benedettini della vicina e scomparsa abbazia
di Santa Maria di Cirignano: essi, nel XII secolo, decisero di
officiare la chiesa di San Niccolò, già di loro
proprietà, Fondata intorno al 1150 dai Conti di Sassoferrato
(da cui l'origine del nome), espanse rapidamente la sua influenza
giungendo ad avere alle sue dipendenze ben 44 chiese in diverse
diocesi, fra cui quelle di Camerino e di Nocera. Fu importante
centro di spiritualità ed ebbe tra i suoi monaci il Beato
Alberto ed il Beato Gherardo, vissuti tra il XIII ed il XIV secolo.
Il suo abate nel 1327 fu eletto governatore di Sassoferrato. La
decadenza ebbe inizio nel XV secolo, quando venne data in commenda.
Nel 1612 ne presero possesso i monaci Camaldolesi. Il monastero
restò vivo, con qualche interruzione, fino al 1935. La
struttura architettonica presenta analogie con quelle della vicina
S. Vittore alle Chiuse e di S. Maria delle Moie. Interessanti
alcuni capitelli dell' XI secolo e le colonne addossate ai pilastri
di sostegno, provenienti dalla romana Sentinum: nell'abside di
sinistra sono presenti affreschi del XIV secolo rappresentanti
scene della vita di San Tommaso, mentre nell'altare principale
é possibile ammirare un polittico di Giovanni Antonio da
Pesaro, da poco restaurato.situata all'interno della cinta muraria
di Osimo. La prima notizia riguardante tale monastero risale al
1235, epoca in cui era presieduta dall'abate D. Giovanni. Nel
1412 vennero ceduti all'abbazia di San Niccolò i beni della
vicina e scomparsa abbazia di San Fiorenzo, i beni dell'Ospedale
di Santa Maria di Roncisvalle, nonché quelli dei priorati
di San Pietro del Monte e di San Pietro di Acquaviva. Nel 1447
essa era presieduta da un abate commendatario, segno evidente
di un declino che si affermò nel 1488, quando i suoi beni
vennero annessi alla mensa vescovile di Osimo. La chiesa, interamente
ricostruita nel 1647, è oggi annessa al Monastero della
Clarisse e conserva nella facciata un portale del 1372: la cripta,
conosciuta anche come Chiesa di San Biagio, risale alla struttura
originaria e conserva capitelli attribuibili al X secolo.
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