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Di
questa abbazia si conservano pochi documenti storici: si sa per
certo però che i suoi possedimenti erano numerosi e si
estendevano dalla valle del fiume Misa fino a quella del fiume
Musone. Nel 1211 doveva iniziare il suo periodo di decadenza,
poiché l'abbazia si sottometteva alla giurisdizione del
comune di Jesi. Essa sorgeva nell'area compresa tra la città
di Jesi ed il fiume Esino, dove ancora oggi si erge la chiesa
abbaziale nella sua ristrutturazione settecentesca, che conserva
non pochi caratteri delle precedenti costruzioni. Uno scavo condotto
nel 1948 ha confermato l'ipotesi concernente l'edificazione della
chiesa sul luogo dove anticamente esisteva un tempio dedicato
a Minerva: nella costruzione esistente si rilevano diversi periodi
di intervento ascrivibili al XII, al XIII secolo e ad una precedente
fase altomedievale. Alcuni archi presenti nella parete destra
del presbiterio risalgono presumibilmente al XII secolo, così
come il frammento di un affresco raffigurante una testa d'angelo
rinvenuto su di un pilastro ottagonale durante i recenti lavori
di restauro. Molto interessante la cripta, per lungo tempo interrata
poiché adibita a luogo di sepoltura dei parroci ed ultimamente
riportata alla luce: vi si conserva un bellissimo sarcofago dell'VIII
secolo.
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