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La
chiesa di San Biagio sorse a Fabriano come dipendenza dell'abbazia
di San Vittore alle Chiuse. Si parla di essa in numerosi documenti
a partire dal XIII secolo: nel 1287 fu ricostruita dopo il crollo
provocato da un terremoto e solo nel 1421 acquistava dignità
e ruolo abbaziale. La sua posizione all'interno del centro abitato
di Fabriano protetto da mura fu determinante per lo sviluppo e
l'espansione dei propri possedimenti: nel 1427 papa Martino V
aggregava all'abbazia di San Biagio la rinomata abbazia di San
Romualdo in Valdicastro e di lì a poco anche l'abbazia
di Sant'Urbano venne unita ad essa. Divenuta ormai punto di riferimento
nell'organizzazione del territorio circostante, il suo prestigio
raggiunse l'apice quando nel 1481 accolse le spoglie di San Romualdo
provenienti dalla abbazia di Valdicastro, ormai in declino anche
per la sua posizione troppo isolata. Agli inizi del XVI secolo
si avviarono i lavori di ampliamento del monastero che terminarono
nel 1576 e grazie ai quali possiamo oggi ammirare il bellissimo
chiostro. Anche la chiesa fu ristrutturata, ma nel 1781 un violento
terremoto ne causò il diroccamento rendendo necessari nuovi
lavori di ripristino, eseguiti dal monaco-architetto camaldolese
Giuseppe Antonio Sorattini, il quale reinterpretò le superstiti
architetture cinquecentesche in stile rococò. Nella cripta
è presente il sarcofago di San Romualdo, realizzato nel
1481 da Taddeo da Como.
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