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Nel
1006 San Romualdo scelse questo luogo come eremo dove rifugiarsi
e accanto all'eremo volle edificare un monastero, che divenne
ben presto piuttosto potente e ricco. Dopo circa due secoli e
mezzo dalla morte del suo fondatore, la chiesa e parte del monastero
furono riedificati. Nel 1427 il monastero venne unito all'abbazia
di San Biagio di Fabriano, alla quale fu addirittura sottoposto
nel 1652. Della chiesa, realizzata verso la metà del XIII
secolo, non esistono più le prime due campate della navata
longitudinale, in seguito ad un terremoto avvenuto nel XVIII secolo.
La planimetria evidenzia uno schema a T, con un'unica navata longitudinale
terminate con il transetto triabsidato. La cripta, per la sua
semplicità, appartiene sicuramente alla primitiva costruzione
voluta da San Romualdo. La sala del capitolo ed il chiostro conservano
in parte le strutture del XIII secolo. L'abbazia conservò
le spoglie del suo fondatore fino al 1481, anno in cui vennero
trasferite nell'abbazia di San Biagio a Fabriano. Il complesso
monastico, oggi di proprietà privata, è purtroppo
chiuso al pubblico poiché, dopo il recente terremoto che
ha colpito il centro Italia, richiede urgenti lavori di restauro.
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