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Dell'antica
abbazia, situata in località Campodonico, tra le sorgenti
del fiume Esino ed il confine umbro-marchigiano, resta oggi solo
la chiesa con qualche avanzo del monastero. Esistente già
nel 1035, fu in periodi diversi dipendenente dall'abbazia di Santa
Maria d'Appennino (XI-XII sec.) e da quella di Sant'Angelo infra
ostia di Esanatoglia (1198), mantenendo pur sempre un alto grado
di autonomia: verso la metà del XV secolo, dopo un incendio
che la distrusse quasi completamente, venne aggregata all'eremo
di San Silvestro in Montefano. La chiesa è a navata unica
terminante con abside semicircolare e con copertura a botte. La
facciata è a capanna con un portale archiacuto, mentre
le pareti laterali presentano aperture ad ogiva. Attualmente sono
ancora in corso gli ultimi lavori di restauro. All'interno, fino
a non molto tempo fa, erano presenti alle pareti due magnifici
affreschi rappresentanti una Annunciazione ed una Crocifissione,
commissionati dall'abate Pietro (1345) ad un pittore sconosciuto,
denominato oggi Maestro di San Biagio in Caprile o di Campodonico:
tali affreschi sono stati distaccati per evitarne il degrado e
sono oggi conservati presso la Galleria Nazionale delle Marche
ad Urbino. Al Maestro di Campodonico è stata di recente
dedicata una mostra presso il museo della carta di Fabriano (giugno-ottobre
'99).
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