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PORTAFOGLIO CORPORATE CONSIGLIATO
8 Aprile 2005 |
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E' doveroso sottolineare che i pesi attribuiti ai singoli titoli sono coerenti tra loro in un'ottica di diversificazione del portafoglio proposto, quindi, dovendo scegliere solo uno o due di questi, bisogna sempre tener presente la composizione del patrimonio del cliente. In altri termini, noi possiamo permetterci, ad esempio, un 15,8% di obbligazioni Edison perché abbiamo anche un 15,8% di titoli ENEL (estremamente più sicuri). |
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Il mercato delle obbligazioni corporate in euro è stato caratterizzato da un leggero ritracciamento degli spread. Il restringimento è abbastanza generalizzato, ma troviamo delle controtendenze abbastanza indicative: notiamo l'allargamento dei premi al rischio per le obbligazioni AAA di emittenti finanziari (ricordate la vicenda AIG? Non crediamo che sia un caso) e c'è una continua riduzione dei prezzi delle emissioni da parte del settore auto (settore dominato da General Motors e Ford - si veda di seguito). Nel settore auto, sottolineiamo i dati sulle immatricolazioni del mese di marzo negli Usa; queste sono aumentate del 3,1% (più delle attese) rispetto a febbraio mentre restano invariate rispetto allo stesso periodo del 2004. Lo scorso, è stato un altro mese negativo per Ford (-1.7%) mentre General Motors è riuscita a fermare il “salasso” del primo bimestre invertendo la tendenza negativa grazie al +2,3%. Il risultato è in buona parte dovuto alle vendite di “light trucks” con un particolare sconto di 1.000 dollari per tutti i veicoli che erano fermi nei concessionari da più di quattro mesi. Alla luce di questa informazione, a nostro avviso, il dato appare un pò meno bello visto che ripropone il solito problema delle scorte in eccesso. Ancora un buon risultato per Daimler-Chrysler che mette a segno un bel +7.2%; anche questa volta è la divisione Usa ad andare meglio di quella tedesca (Mercedes Benz) compensandone le perdite. Altra conferma sono i produttori asiatici (+16.7% Toyota, +11% Honda e +16,9% Nissan). Malissimo, invece, Volkswagen con un brutto -17.9%. Complessivamente, non muta il trend dei produttori Usa che perdono quote di mercato a favore di quelli asiatici. Rimanendo sul tema dei primi due gruppi USA, c'è da evidenziare che Moody's ha ridotto i rating a General Motors e alla sua controllata General Motors Acceptance (GMAC) portandoli, rispettivamente, a Baa3 e Baa2 (da Baa2 a Baa1) e mantenendo, in entrambi i casi, l'outlook "negativo". L' andamento non confortante nel mercato nord americano ha fatto scattare la decisione da parte dell'agenzia USA poiché ciò aggiunge problemi a quelli ormai da tempo segnalati sul principale produttore di auto al mondo. Riportiamo inoltre le parole di un'analista di Fortis Bank secondo il quale è "quasi certo" che il gruppo perda lo status di "investment grade" dopo i risultati del terzo trimestre 2005 (storicamente, il trimestre più debole di ogni anno). Ora i rating sono allineati a quelli espressi da S&P e Fitch. Ad allarmare, a nostro avviso, è giunta anche una notizia a cui, forse, è stato dato poco risalto. GM China, società del gruppo che opera in Asia, perde il secondo alto dirigente nel giro di una settimana; dopo il presidente, si è infatti dimesso anche il direttore del personale per “perseguire altre opportunità”. La cosa lascia un pò perplessi visto che la società è una di quelle che va meglio nel gruppo (GM China contribuisce al 13% dei profitti globali di General Motors e, se si considera che la maggior parte degli utili li fa la finanziaria, questa è una delle società migliori tra quelle industriali del gruppo). Moody's ha anche aggiunto che potrebbe abbassare i rating di Ford e Ford Motor Credit (attualmente a baa2 e baa1 rispettivamente). Mettere sotto revisione il merito creditizio del secondo gruppo USA è giunto un pò inaspettato visto che da tempo il focus di mercato si era esclusivamente posto su GM; Moody's ha ha ravvisato rischi crescenti per Ford (in particolare, l'agenzia ritiene difficile il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal gruppo automobilistico). Renault, poi, si è vista aumentare il merito di credito da parte di S&P; il rating è stato portato da BBB a BBB+ con outlook “stabile” parificando il Baa1 espresso da Moody's. Le motivazioni risiedono nel rafforzamento della posizione finanziaria e la migliorata performance operativa. Per tornare in Italia, le immatricolazioni di nuove auto, a marzo, sono scese dell'8,6%; in tale contesto, Fiat ha registrato un -9,4% con la quota di mercato passata da 29,15% (di febbraio) al 28,17%. Nel settore energetico, sembra che EDF non renderà pubblica la propria decisione su Edison prima del 30 aprile; le offerte rimaste in piedi sono quelle di AEM (sul 40% di Italenergia Bis, controllante di Edison) e di Endesa (sul 100% di Italenergia Bis). Nel settore telecom, Fitch ha portato da “negativo” a “stabile” il rating CCC+ di Tiscali dopo la vendita per 250 milioni di euro della controllata Liberty Surf a Telecom Italia. Per quanto concerne il nostro portafoglio di titoli corporate consigliati, riteniamo opportuno fare solo una piccola modifica: sostituiamo l'obbligazione Efibanca con una step up dello stesso emittente che al momento è leggermente più redditizia.
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Ricordiamo che i titoli corporate sono strumenti finanziari per investitori con profilo di rischio MODERATO, EQUILIBRATO O DINAMICO. IL PESO ATTRIBUITO AD OGNI SINGOLO TITOLO E' RIFERITO ALLA SOLA COMPONENTE CORPORATE CHE E', A SUA VOLTA, PARTE DELL'INTERO PORTAFOGLIO. |
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Per vedere la tabella dei rating, clicca qui. |
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Note * Prezzi indicativi di mercato ** Il rating usato è da intendere come quello dell'emissione, in mancanza, viene indicato quello dell'emitente. *** Il grafico è costruito con il prezzo lettera con il quale si chiude la giornata. + Taglio minimo da 10.000 euro. |
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a cura di: Servizio Famiglie e Intermediazione |
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